Fiera del Libro Buenos Aires tra Vargas Llosa e libertá
É cominciata il 20 aprile e terminará il 9 maggio la 37esima Fiera del Libro di Buenos Aires. L’attenzione di questi primi giorni é stata tutta per Mario Vargas Llosa, la cui presenza alla manifestazione era stata vetata –senza conseguenze- dal direttore della Biblioteca nazionale argentina, Horacio González. Vargas Llosa aveva criticato nei giorni passati la gestione della presidente Cristina Fernández e dei governi di stampo socialista della regione, guadagnandosi i rimbrotti dell’ala piú intransigente della sinistra. La polemica é servita a Vargas Llosa per il tema della sua conferenza, ¨La libertad y los libros¨, che é stata seguita da 1700 persone. La lettura é stata pacifica, concentrata sul tema della libertá e priva di momenti di tensione: ¨leggere ci fa liberi, a condizione che possiamo leggere i libri che vogliamo…difendere il diritto dei libri ad essere liberi é difendere la nostra la nostra libertá di cittadini¨ ha detto Vargas Llosa (il discorso completo: http://www.el-libro.org.ar/internacional/culturales/Vargas-Llosa-Conferencia-magistral-en-la-Feria-del-Libro-de-Buenos-Aires.pdf).
Parole che possono sembrare scontate, ma che non sono superflue in una regione dove il dogmatismo e la censura sono ancora all’ordine del giorno. Le parole sono prigioniere dove esistono regimi autoritari o dove vige la legge del narcotraffico. I giornalisti messicani solo un mese fa hanno dovuto serrare le fila in un congresso creato apposta per rimarcare la necessitá di non applicare quella censura previa che i cartelli del narco stanno imponendo con la violenza. In Honduras, chi ha il coraggio di denunciare si espone alla repressione, mettendo in pericolo la propria vita; e questi sono solo pochi esempi. Difficile peró credere che fossero questi i riferimenti di Vargas Llosa, a cui piace buttarla in politica e in special modo contro le sinistre ed i populismi. La conferma é venuta da un’intervista concessa il fine settimana ad ABC, quotidiano paraguayano. Qui (http://www.abc.com.py/nota/vargas-llosa-fernando-lugo-venezuela/) lo scrittore peruviano ha apertamente indicato chi erano i destinatari del suo discorso: il Venezuela –economia in fase di decomposizione, corruzione dilagante, povertá catastrofica-; l’Ecuador –un caso patetico-; la Bolivia di Evo Morales –fallimento spettacolare della politica economica-.
Liberale dichiarato, Vargas Llosa non é di quegli intellettuali che piacciono alla sinistra. Anzi. Spesso pomposo, il peruviano si é cacciato negli ultimi mesi in differenti polemiche, non a caso sopra le righe. Prima di entrare in collisione con Cristina Fernández, il premio Nobel era intervenuto nelle elezioni peruviane quando aveva qualificato il voto tra Ollanta Humala e Keiko Fujimori come una scelta tra l’Aids ed il cancro. Oggi, sceso a consigli piú miti, Vargas Llosa ha ammesso che nel ballottaggio sceglierebbe Humala, ma solo perché rappresenterebbe il male minore. Anche sul tema argentino ha assunto toni piú moderati, come dimostra questa intervista a La Voz: http://www.lavoz.com.ar/noticias/politica/vargas-llosa-libertad-prensa-argentina-esta-amenazada
Intanto, la Fiera del libro continua. C´é attesa per Wilbur Smith, ma anche per altri invitati speciali, come il cileno Jorge Edwards. Il programma completo si trova su questa pagina: http://www.el-libro.org.ar/. La Fiera é seguita dettagliatamente dal blogger Angelo D’Addesio, sul Grande Sud in Facebook: https://www.facebook.com/?ref=logo#!/pages/Il-Grande-Sud-El-Gran-Sur/163033217082557












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